LO STATO DELLA CITTA’ DEI DOGI
Conversazione con il sindaco, Massimo Cacciari, sulla città sospesa tra innovazione e tradizione
di Adriana Apicella
La città di Venezia ha, tra le sue problematiche maggiori, l’acqua alta. Si dice che se non si prenderanno provvedimenti nell’immediato tra 60 anni sarà l’Atlantide dell’Italia. In qualità di Sindaco cosa si potrebbe fare, ma che non è ancora stato mai fatto?
Il fenomeno dell’acqua alta non va certamente minimizzato, ma non va neppure enfatizzato: il superamento del livello di un metro e 10 cm sullo zero mareografico – quello per il quale suonano le sirene di allertamento – avviene in media cinque-sei volte all’anno e comporta l’allagamento di circa il 15 per cento della viabilità pedonale, con un livello variabile da pochi millimetri a un massimo di 30 cm in Piazza San Marco, l’area più bassa della città, per una durata di circa 10-15 ore all’anno, e quindi con disagi limitati. Diverso ovviamente, è il caso del superamento del livello di un metro e 40 cm, che provoca forti disagi (sia pur per poche ore) e anche danni nei negozi: è successo comunque dieci volte dopo il 1966, in 45 anni... Come noto, lo Stato sta realizzando altre bocche di porto tra mare e laguna, un sistema di paratoie mobili (conosciuto con il nome di Mose che dovrebbe entrare in funzione nel 2014). Altre cose che si potevano fare – e che il Comune ha invano chiesto e sollecitato – erano la valutazione di alternative tecniche al sistema Mose, l’esperimento di una riduzione dei fondali alle bocche di porto, un accurato ripristino della complessa e articolata morfologia lagunare, l’allontanamento dalla laguna del traffico petrolifero, l’apertura delle valli da pesca: in gran parte questi interventi sono prescritti dalla legislazione speciale per Venezia ma sono rimasti lettera morta. Adesso, non resta che augurarsi che il sistema Mose sia completato, e sperare che funzioni...
La città è la mecca del turismo, come può un giovane oggi, nell’era della tecnologia, lanciare un proprio business?
Venezia è città tecnologicamente avanzata: è totalmente coperta dalla rete Adsl a larga banda; ha una copertura wifi di proprietà del Comune, in uso gratuito, nella maggior parte delle aree pubbliche di maggior afflusso; ha una copertura pressoché totale con fibra ottica ad altissima velocità, di proprietà del Comune e aperta a convenzioni; ha degli incubatori per nuove imprese, specializzati per laboratori del terziario avanzato; ha un grande parco scientifico tecnologico, il Vega... E’ quindi una dotazione che può aiutare un giovane a realizzare un’impresa innovativa nel settore del turismo: e penso al turismo culturale, un turismo di qualità che l’anno scorso, nonostante la crisi, ha consentito a Venezia risultati migliori che nelle altre analoghe città italiane, con oltre un milione di visitatori tra la Biennale e le altre grandi mostre d’arte contemporanea, e oltre tre milioni di visitatori a Palazzo Ducale e negli altri musei storici.
Entro inizio maggio si saprà quale sarà, tra Roma e Venezia, la città che ospiterà i giochi olimpici.Diverse sono state le critiche sulla fattibilità dell’evento nel territorio veneto. Mi può indicare i punti di forza della sua città e quali i punti di debolezza su cui poter lavorare?
Venezia non offre soltanto la ricchezza del suo ambiente naturale e del suo patrimonio architettonico e artistico, e quel fascino universale per cui attrae milioni di turisti da tutto il mondo, che pur forniscono un forte valore simbolico alla candidatura: ma è una delle grandi capitali della cultura, e soprattutto è la capitale di un territorio da decenni all’avanguardia in tutti i settori economici, sociali, culturali, scientifici, e anche sportivi (la stessa città insulare testimonia ogni anno con la Venicemarathon la sua capacità di ospitare grandi eventi agonistici). E’ dotata di un sistema aeroportuale da quindici milioni di persone all’anno, di una offerta alberghiera di oltre 40 mila stanze (da sola, senza contare quelle del territorio limitrofo, con cui arriva a 300 mila). Ed è su queste sue caratteristiche che si è fondata la candidatura, condivisa in modo unanime da tutte le rappresentanze istituzionali, politiche, sociali, economiche – e, ovviamente – sportive della città e dell’intero territorio metropolitano. L’Olimpiade proposta da Venezia ha i caratteri della ecosostenibilità, della economicità, della razionalità: tra i punti di forza la centralità dell’area di Tessera, dove saranno localizzati lo stadio e il villaggio olimpico, che ospiterà tutti gli atleti; è un’area in posizione strategica, già in parte attrezzata e sulla quale sono avviati progetti e programmi, anche nel settore sportivo, che quindi non comporteranno costi aggiuntivi per le Olimpiadi.
Oggi l’Italia si trova in una situazione politica statica senza lasciare molto spazio a chi ha tanta voglia di fare e ha tanti buoni propositi. Lei lascerebbe il suo testimone ad un giovane talentuoso e meritocratico assolutamente sciolto dai soliti ingranaggi del potere?
Credo che un giovane che voglia fare politica, per quanto talentuoso e meritocratico, non possa fare a meno di inserirsi negli “ingranaggi” del potere; semmai si può discutere sull’aggettivo “soliti”: se vuole indicare, come mi sembra, che sono ingranaggi vecchi e di cattiva fama (più o meno meritata) il giovane talentuoso potrà darsi da fare per ammodernarli e migliorarli.