Better City, better life… Shanghai saluta il suo Expo
Better City, better life… Shanghai saluta il suo Expo
Conversazione con Luca Birindelli
di Adriana Apicella
Cina chiama Italia con opportunità, territorio, innovazione … Italia risponde con progetti, design, voglia di fare. Lo start è giovedì 29 aprile, in occasione di Expo 2010 (che aprirà i suoi battenti sabato 1 maggio a Shanghai), con l’evento siglato ILC (Italian Lifestyle Center) - in partnership con Domus Academy e Shanghai Design Center - “The Culture of Italian Design – an Interplay with Cina”.
Un vero e proprio workshop che metterà faccia a faccia alcuni dei nomi più noti dell’architettura italiana (tra cui Aldo Cibic, Dante Donegani, Stefano Giovannoni) con illustri personalità dell’architettura made in Cina. L’obiettivo?
Discutere il tema dell’Expo 2010 che ha un titolo fortemente indicativo: Better City, Better Life. <<La consapevolezza di quanto, nel corso dei secoli, si siano avvicinate, economicamente e culturalmente, l’Italia e la Cina – dichiara Luca Birindelli, fondatore di ILC – e la necessità di trovare nuove soluzioni per un miglioramento della qualità della vita in ambito urbano sono stati gli argomenti clou per la nascita di questo progetto. >>
Come si immagina una città migliore per una vita migliore, avvocato Birindelli?
<<Una città che ha i colori della Cina e l’unicità dell’Italia. Mi spiego meglio. ILC è una piattaforma business-to-business che offre servizi integrati di design in Cina. Finalmente si è capito l’importanza di fare sinergia nel mondo … prendere le eccellenze che ogni zona può offrire è senza dubbio il fattore chiave per chi vuole fare impresa. È nato un network costituito, per parte italiana, da importanti studi di design e di architettura oltre che da aziende di settore, e per parte cinese da importanti developers e costruttori che fanno richiesta di servizi personalizzati>>.
Quali sono i punti su cui si è lavorato per integrare i due poli della rete Italia/Cina?
<<Indubbiamente l’idea di fare network unito alla competenza di ogni singola figura professionale. C’è da aggiungere che la volontà di un professionista italiano a trasferirsi in un luogo così distante dalla propria terra natia indubbiamente rappresenta un’ottima barriera all’entrata in quanto vince solo chi è disposto a diventare parte integrante di una nuova realtà>>
Realtà questa in crescita, visto che la Cina ormai da mercato emergente di un tempo è diventato mercato concreto e sempre più galoppante. Mi piacerebbe avere un suo parere, visto che ormai sono più di venti anni che divide la sua vita professionale tra la Cina e l’Italia…
<<La Cina ormai non è più la terra di chi era bravo ad imitare i prodotti degli altri; oggi i cinesi sanno progettare, sanno creare. E soprattutto hanno tanta voglia di fare. Sono rapidi, hanno infrastrutture e tecnologie adeguate ai tempi nostri. Purtroppo gli studi italiani (faccio l’esempio degli studi di architettura) sono sicuramente molto forti in creatività ma scarsi in strutture. E allora perché non sfruttare questo dono? È uno scambio reciproco: infrastrutture cinesi e unicità italiane. Tanti piccoli tratti di diversificazione che il governo cinese considera un fattore di orgoglio >>.
Unicità, quindi, sinonimo di vittoria sul mercato?
<<Sì. Oggi le esigenze del consumatore sono forti. Ed è giusto che sia così. È importante interpretarle nella maniera più adeguata aggiungendo quel quid in più, risultato impensabile prima dell’idea ma essenziale poi, a lavoro ultimato. Ed ecco che ritorna il fattore “integrazione”. Nei team di lavoro che si creano è essenziale il dialogo, il confronto, la condivisione dei saperi, sia italiani che cinesi. Chi in Italia non ha strutture ma ha idee trova il suo giusto punto di appoggio in Cina. Durante l’evento del 29 ci sarà un vero e proprio brainstorming in cui si individuano le aree territoriali cinesi su cui poter lavorare in futuro. È un fatto concreto … Better city, better life è un’esigenza che oggi viene acclamata in Cina ma che, mi auguro prima piuttosto che poi, sarà sentita in tante altre aree del mondo>>.
Dopo Expo 2010 sarà la volta di Milano, nel 2015. Come si prepara il capoluogo lombardo a questo appuntamento?
<<Shanghai sicuramente sarà una vetrina di lancio per l’Italia (e per Milano in particolare) presentando tutte le eccellenze del territorio. Ma questo si vivrà e si vedrà dalla fine dell’estate in poi>>.